La tariffa ufficiosa del 1946 anche in Trentino

La tariffa ufficiosa del 1° febbraio 1946 come magistralmente documentato da Franco Giannini (La tariffa ufficiosa del ’46, l’Intero Postale n.126,  2017) “anche se nata da un equivoco… ebbe per diffusione e durata un rilievo tale da non poter essere oggi più a lungo ignorata o essere ridotta al livello di mera curiosità filatelica”.

Come è noto , negli ultimi giorni di gennaio del 1946 apparve sulla stampa la notizia del raddoppio delle tariffe postali dal 1° febbraio 1946.

La notizia era vera, ma la concisione giornalistica non mise in evidenza che le nuove tariffe sarebbero state anche arrotondate alla lira superiore. Così la nuova tariffa della cartolina postale non solo raddoppiava da 1,20 a 2,40 lire ma veniva portata a 3 lire. Nonostante successive pubblicazioni dei nuovi corretti tariffari, vi fu un cospicuo uso di cartolina postali affrancate per 2,40 lire che non presentavano alcun segno di tassazione. L’uso fu praticamente generalizzato su tutto il territorio  nazionale come documentato anche dalla cartolina qui presentata spedita dal Trentino.

Dall’osservazione delle cartoline conosciute si può affermare che le cartoline in partenza dal Nord Italia e le cartoline tassate risultano meno frequenti di quelle inoltrate nelle regioni centro-meridionali.

La cartolina postale venne inoltrata da Rovereto il 6 febbraio 1946 e il mittente completò l’affrancatura con 4 francobolli per ottenere proprio questa tariffa di 2,40 lire. L’ufficio  postale di Rovereto ne propose la tassazione e in arrivo a Crema venne tassata per 1 lira. Questi uffici postali erano correttamente informati delle nuove tariffe. Ma un po’ di incertezza doveva comunque esserci in quei primi giorni di febbraio. L’ufficio di partenza ne propose la tassazione senza però indicarne l’importo e l’ufficio di Crema tassò la cartolina solo per 1 lira.

Rilevata la mancanza di 60 cent. avrebbe dovuto tassare la cartolina per 1,20 lire o, correttamente, arrotondare la tassazione alla lira superiore e tassare quindi la cartolina per 2 lire, come previsto dall’Art.4 del Decreto Luogotenenziale del 21 gennaio 1946 in vigore dal 1° febbraio: “L’importo minimo delle tasse gravanti le corrispondenze di francatura facoltativa insufficientemente affrancate viene stabilito in lire una. Le frazioni di lira degli importi superiori a una lira devono essere arrotondate per eccesso a lire intere”.

Per utenti e operatori postali non era facile applicare correttamente le nuove disposizioni in un periodo di frequenti aumenti tariffari e di informazione poco accurata.

tariffa ufficiosa